
Monica Moro
CHI SONO
Ricercatrice indipendente su identità e relazioni, formatrice AI, artista
Vengo dalla ricerca scientifica. Per anni ho lavorato in ambito biomedico, su sistemi complessi in cui nessun pezzo si capisce se lo stacchi dal contesto in cui funziona. Non ho più smesso di guardare così.
Oggi lo stesso sguardo lo porto sulle persone, sulle organizzazioni, sul legame sempre più stretto tra noi e le macchine. Studio cosa succede quando identità, ruolo e contesto smettono di combaciare — e costruisco strumenti per rendere quello scarto visibile.
Sono coautrice di Il femminicidio non è un raptus, sulla teoria del Collasso Identitario Relazionale.
L’arte ha camminato accanto a tutto questo: fotografia, canto, pittura, mixed media. Alcuni lavori fotografici sono passati per mostre internazionali; un’opera pittorica ha ricevuto un premio al merito al Luxembourg Art Prize. Ma il riconoscimento è un dettaglio.
Quello che conta è che il nucleo di tutto il mio lavoro identitario è nato da un quadro: La libertà spaventa più della prigione. Da lì la domanda che non mi ha più lasciata — cosa fa una persona quando sa di poter cambiare e resta dentro un ruolo che non la rappresenta più.
Per me ricerca, tecnologia e arte non sono mondi separati: sono tre modi di guardare la stessa cosa. Come costruiamo quello che chiamiamo «io». Come lo perdiamo. Come si torna a riconoscerlo